Istituto Zooprofilattico Sperimentale
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Tecnica autoptica e diagnostica cadaverica / Ennio Taccini, Giacomo Rossi, Claudia Gili ; con la collaborazione di Lara Papini

Main Author: Taccini,EnnioCoauthor: Rossi, Giacomo;Gili, ClaudiaSecondary Author: Papini, LaraLanguage: italiano.Country: Italia.Publication: Milano : Poletto, 2006Description: XV, 432 p. : ill. ; 24 cmISBN: 8886786999.Series: Manuali pratici di veterinariaDewey: 636.08960759Abstract: In medicina umana è possibile reperire una nutrita bibliografia sulle tecniche necroscopiche e sulla diagnostica cadaverica, in virtù della notevole importanza che riveste, anche ai fini legali, il ruolo dell'autopta. Quest'ultimo rappresenta una figura professionale con notevoli competenze, che riunisce in sé, oltre ad una solida preparazione fisio- ed anatomopatologica, ottime conoscenze clinico-mediche, farmacologiche e tossicologiche. Potremmo definire l'autopta come "il clinico del cadavere" e, al pari del clinico che deve terminare il suo algoritmo diagnostico con l'emissione di una diagnosi, di una prognosi e di un'eventuale terapia, l'autopta deve addivenire ad una diagnosi di causa mortis (in virtù di competenze clinico e fisiopatologiche) corredata di una causa anatomica (in virtù di approfondite competenze anatomopatologiche), sostenute dall'esito di esami collaterali (istologico, microbiologico e tossicologico) effettuati di volta in volta in base alle lesioni di organo e al quadro generale repertato. A fronte di un così alto valore scientifico-professionale rivestito dell'esame autoptico in campo umano, si deve constatare un ruolo talora secondario rivestito in campo veterinario. Ciò è forse da ricercare nel fatto che spesso, almeno in passato, la medicina veterinaria si è rivolta non tanto al singolo paziente ma al gruppo, tesa massimamente alla prevenzione/profilassi di eventi patologici a carattere epizootico, economicamente molto dannosi, che all'indagine volta a capire "perché" piuttosto che "di che cosa" il singolo sia morto. Quest'opera nasce in risposta al nuovo atteggiamento della medicina veterinaria, volto sempre più alla considerazione del singolo animale come paziente, piuttosto che al gruppo. Da qui l'esigenza di un testo che prenda in esame la "clinica del cadavere" nelle differenti specie animali, anche le meno conosciute, allevate a fine affettivo (cani, gatti, rettili, uccelli), o a scopo scientifico e protezionistico (animali di bioparchi, parchi naturali, riserve faunistiche ed acquari). Da qui la collaborazione dei tre autori, provenienti da un back-ground anatomopatologico similare ma operanti in realtà diverse, con specifiche competenze per gli animali da reddito, d'affezione, nelle specie "non convenzionali" e nei cetacei. L'impegno è stato rivolto a dare un'ampia descrizione delle lesioni e degli agenti che, per ogni specie, possono essere chiamati più frequentemente in causa, nonché strumenti metodologici per un corretto algoritmo diagnostico.Subject: Autopsia veterinaria
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Libri Libri IZS della Sicilia - A. Mirri
AA-1-S-03-D.12 6543 Available (Nessuna restrizione) IZSSI16040019
Libri Libri IZS della Sicilia - A. Mirri
AA-1-S-03-D.11 6579 Available (Nessuna restrizione) IZSSI16040020
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In medicina umana è possibile reperire una nutrita bibliografia sulle tecniche necroscopiche e sulla diagnostica cadaverica, in virtù della notevole importanza che riveste, anche ai fini legali, il ruolo dell'autopta. Quest'ultimo rappresenta una figura professionale con notevoli competenze, che riunisce in sé, oltre ad una solida preparazione fisio- ed anatomopatologica, ottime conoscenze clinico-mediche, farmacologiche e tossicologiche. Potremmo definire l'autopta come "il clinico del cadavere" e, al pari del clinico che deve terminare il suo algoritmo diagnostico con l'emissione di una diagnosi, di una prognosi e di un'eventuale terapia, l'autopta deve addivenire ad una diagnosi di causa mortis (in virtù di competenze clinico e fisiopatologiche) corredata di una causa anatomica (in virtù di approfondite competenze anatomopatologiche), sostenute dall'esito di esami collaterali (istologico, microbiologico e tossicologico) effettuati di volta in volta in base alle lesioni di organo e al quadro generale repertato.

A fronte di un così alto valore scientifico-professionale rivestito dell'esame autoptico in campo umano, si deve constatare un ruolo talora secondario rivestito in campo veterinario. Ciò è forse da ricercare nel fatto che spesso, almeno in passato, la medicina veterinaria si è rivolta non tanto al singolo paziente ma al gruppo, tesa massimamente alla prevenzione/profilassi di eventi patologici a carattere epizootico, economicamente molto dannosi, che all'indagine volta a capire "perché" piuttosto che "di che cosa" il singolo sia morto.

Quest'opera nasce in risposta al nuovo atteggiamento della medicina veterinaria, volto sempre più alla considerazione del singolo animale come paziente, piuttosto che al gruppo. Da qui l'esigenza di un testo che prenda in esame la "clinica del cadavere" nelle differenti specie animali, anche le meno conosciute, allevate a fine affettivo (cani, gatti, rettili, uccelli), o a scopo scientifico e protezionistico (animali di bioparchi, parchi naturali, riserve faunistiche ed acquari). Da qui la collaborazione dei tre autori, provenienti da un back-ground anatomopatologico similare ma operanti in realtà diverse, con specifiche competenze per gli animali da reddito, d'affezione, nelle specie "non convenzionali" e nei cetacei. L'impegno è stato rivolto a dare un'ampia descrizione delle lesioni e degli agenti che, per ogni specie, possono essere chiamati più frequentemente in causa, nonché strumenti metodologici per un corretto algoritmo diagnostico

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Pietro La Placa - Biblioteca IZS della Sicilia "A.Mirri"
Monica Bucciarelli - Biblioteca IZS Abruzzo e Molise "G. Caporale"

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